Colui che mi ha salvato Excerpt

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Prologo

2008

«Più forte, oh Dio, Drew… più forte!» Caleb Lakes appiattì i palmi contro la testiera, bloccò i gomiti e si preparò ad accogliere le spinte animalesche del suo coinquilino. Non c’era possibilità che durasse ancora molto. Non con i grugniti familiari da “sto per venire” che uscivano dalla bocca di Andrew in un flusso deciso, mentre il suo grosso cazzo si spingeva in lui con scoordinato abbandono.

Dita lunghe erano avvolte attorno alla vita di Caleb, cosce muscolose incastrate tra le sue gambe aperte e fianchi solidi oscillavano dietro di lui. Caleb sapeva cosa sarebbe successo dopo. Il corpo di Andrew Thompson durante il sesso gli era familiare come se fosse il proprio. Quel collo lungo e liscio si sarebbe reclinato all’indietro, gli occhi verdi si sarebbero chiusi, le labbra turgide si sarebbero aperte e la lingua rosa sarebbe guizzata fuori. Poi Andrew avrebbe gridato il suo nome, e il suo corpo si sarebbe irrigidito mentre il suo membro pulsava, rilasciando il seme.

Il pensiero di Andrew preso dalla passione fu abbastanza da far perdere il controllo a Caleb.

«Ci sono, ci sono… vengo,» balbettò, guardando in basso verso il proprio uccello, scioccato per l’improvviso e potente orgasmo che l’aveva scosso.

Poi la presa di Andrew sui suoi fianchi si intensificò, e in qualche modo lui riuscì a spingersi ancora più a fondo prima di immobilizzarsi quando l’orgasmo lo travolse. «Oh, Dio! Sì, sì! Cae!» Andrew gli collassò sulla schiena, inspirando aria mentre cercava di far rallentare i battiti del proprio cuore.

La stanza era silenziosa, eccetto che per i loro respiri affannati, che alla fine si placarono. Le labbra di Andrew toccarono gentilmente la parte posteriore del collo di Caleb. Lui voltò il viso e gli baciò il braccio.

«Mi è mancato tantissimo tutto questo,» disse Andrew con voce roca mentre gli accarezzava gentilmente il fianco con qualcosa che sembrava adorazione.

«È mancato anche a me,» rispose Caleb. «Mi sei mancato tu, Drew.»

Andrew restò in silenzio per alcuni istanti, poi premette la bocca vicino all’orecchio di Caleb e sussurrò: «Anche a me.» Appoggiò le labbra sul suo collo sudato e inalò il suo odore prima di tracciare una scia di baci a bocca aperta dalla cima della spina dorsale, ai suoi capelli, al suo orecchio. «E ora che facciamo?»

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